Tweet
La guida del Museo Virtuale dell'Inconsapevolezza Quotidiana:

La prima ala del museo

La prima sezione che vogliamo presentarti, fa riferimento all'azione del nutrirsi. Naviga attraverso il percorso consigliato dal Museo Virtuale dell'Inconsapevolezza Quotidiana e scopri piano piano la complessità delle nostre più semplici attività quotidiane.
Per proseguire con la navigazione, puoi utilizzare sia la linea temporale verticale e sia lo schema posizionato sul lato sinistro dello schermo.

ATTENZIONE! Le versione di questo sito è ancora in fase di sviluppo. Per visualizzare correttamente questa pagina, ti consigliamo di utilizzare una risoluzione compresa tra i 1280px e i 1600px di larghezza.

Il Museo Virtuale dell’Inconsapevolezza Quotidiana presenta:

l’attività del mangiare

Mangiare è un’attività di fondamentale importanza che garantisce il sostentamento quotidiano a livello fisico e mentale. Spesso, però, capita di non accorgersi che questa semplice azione è anche un’importante manifestazione culturale, la quale da origine ad una fitta rete di relazioni tra numerose espressioni antropiche e naturali.

A questo proposito, il Museo Virtuale dell’Inconsapevolezza Quotidiana propone un viaggio dal micro al macro, da una visione in prima persona a una visione olistica, interpretando il concetto di alimentazione in modo alternativo.

Clicca sui cerchi a sinistra per proseguire la visita e per scoprire le relazioni nascoste!

L’attività del mangiare in relazione all’individuo:

L’individuo, introduzione Effetti sulla psiche Effetti sulla sensorialità Effetti sull’organismo

L’individuo è il soggetto dell’azione del mangiare ed il nutrirsi interferisce direttamente sul benessere fisico e mentale. Come si può notare dallo schema a sinistra, questa semplice attività può influenzare le relazioni sociali che costruiamo giorno per giorno, le politiche da attuare in materia di produzione e consumo degli alimenti, le decisioni nell’acquisto di prodotti di qualità e a km 0, i metodi di preparazione e cottura e molto altro. Inserire nuovi concetti significa quindi mutare il sistema relazionale di partenza, specificando collegamenti che potevano risultare impliciti e, inevitabilmente, dare voce alla complessità che si nasconde dietro la quotidianità. Prosegui con la visita attraverso lo schema a sinistra o il percorso museale posto al centro. Potrai leggere alcuni esempi e renderti conto in che modo l’alimentazione può relazionarsi con la realtà di tutti i giorni.

una forte relazione con il benessere psichico delle persone



‘‘
Ció che si mangia, oltre ad essere fonte di energia per il corpo, instaura una forte relazione con il benessere psichico delle persone: l’alimentazione influenza la mente e la creatività i "piatti".
Gli alimenti ingeriti, a seconda delle proprietà nutrizionali, possono infatti provocare un abbassamento delle risorse cognitive e problemi neuronali e psicologici quali tensione, ansia, nervosismo, sonno disturbato, ecc. Questo perché le sostanze che contengono i cibi hanno la capacità di intervenire sul sistema nervoso, inibendolo o stimolandolo.1

’’

la mente influenza il cibo riproponendolo come
un’esperienza artistica



‘‘
Al tempo stesso, la mente influenza il cibo riproponendolo come un’esperienza artistica nata dalla creatività dell’individuo, facendo si che esso assuma in certi casi anche una connotazione professionale, sia nell’aspetto sia nella ricerca di nuovi accostamenti, o un valore concettuale (fonte d’ispirazione).

’’

le persone sono ciò che mangiano: carboidrati, grassi, proteine...



‘‘
Per alcuni scienziati le persone sono ciò che mangiano.2 In un certo senso tale affermazione è evidente, perché le sostanze che si introducono nelll’organismo non sono altro che composti formati da carboidrati, grassi, proteine, vitamine, sali minerali e acqua, ovvero gli stessi elementi che il corpo richiede per poter svolgere quotidianamente ogni attivitá.
Tuttavia, per quanto sia esplicita la fondamentale importanza del nutrirsi, lo stile di vita imposto da ritmi sempre più frenetici (o auto-imposto da modelli pre-costruiti) porta a consolidare determinate abitudini, le quali fanno emergere considerazioni legate alla qualità e alla quantità del cibo ingerito.

’’

una dieta equilibrata come
elisir di lunga vita



‘‘
Parlando di qualità, è ormai risaputo che gli alimenti hanno una forte influenza sulla salute delle persone. Ad esempio, una dieta equilibrata rafforza le difese immunitarie, garantisce un’elevata efficienza energetica e ritarda l’insorgere di patologie legate all’invecchiamento. 3

’’

prima di tutto la qualità, ma attenzione alle quantità



‘‘
Riferendosi invece alla quantità, si pone l’accento sugli effetti fisici che possono provocare i disturbi del comportamento alimentare (DCA) (anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata) come un aumento eccessivo della massa corporea e corporature sottopeso.

’’

lo sviluppo accompagna l‘aumento di
intolleranze alimentari



‘‘
È altrettanto importante, infine, evidenziare l’aumento di varie predisposizioni ad intolleranze alimentari: secondo gli esperti, ciò sta diventando un dato di fatto sempre più evidente e da non sottovalutare.4

’’

il senso del gusto è legato all‘istinto di sopravvivenza



‘‘
L’uomo è stato dotato biologicamente del senso del gusto per motivi precisi, legati alla sopravvivenza, che lo hanno portato generalmente a preferire cibi dolci, ricchi di energia, e ad evitare quelli amari, possibili portatori di sostanze pericolose).5

’’

prima del gusto, un‘estasi
di tutti gli altri sensi



‘‘
Prima ancora, però, di assaporare qualsiasi cibo o bevanda, si assiste ad una vera e propria sinestesia che coinvolge tutti gli altri sensi: la piacevolezza al tatto, l’apprezzamento dell’aroma, il suono che evoca la "freschezza" e la valutazione visiva, che, non si dimentichi, provoca l’inizio a livello inconscio del processo digestivo.6

’’

il senso del gusto è in stretta relazione con il benessere psico-fisico



‘‘
La sensazione che si prova al palato, invece, può avere ripercussioni sia a livello mentale che fisico, ed abitua a scegliere gli alimenti più corretti sia dal punto vista nutrizionale che da quello personale.7
Per alcuni scienziati, infatti, la piacevolezza del gusto potrebbe allungare la vita media.8

’’

è vero, alcuni cibi
possono dare dipendenza



‘‘
Altri esperti affermano che alcuni cibi, in particolare quelli ricchi di grassi, interagiscono su una specifica area del nostro cervello, l’ipotalamo, inibendo la sensazione di sazietà e producendo un sentimento di gratificazione.9

’’

icona_chiudi_riferimenti_bibliografici_individuo_mvin
L’attività del mangiare in relazione alla società :

La società, introduzione Evoluzione storica Attualità e stili di vita

La società è l’immagine riflessa di ogni singolo individuo che ne fa parte ed è sempre figlia di una determinata cultura, che a sua volta è caratterizzata dalle opportunità offerte dal territorio.
In un contesto così eterogeneo come quello attuale, ciò che le accomuna è ad esempio il mangiare insieme, abitudine che l’uomo ha mantenuto fin dall’antichità. Feste e incontri sono da sempre un pretesto per condividere i pasti e socializzare. è da notare che, considerando altri due aspetti (l’evoluzione storica e gli stili di vita riferiti all’attualità), lo schema a lato si modifica ulteriormente, dando origine a una rete di relazioni ancora più complessa. Prosegui la navigazione per scoprire le tappe fondamentali dell’’uomo correlate all’alimentazione.

  • istrumento di pietra - paleolitico
  • Neolitico
  • Sumeri
  • preparazione del pane
  • Banquet cup-bearer
  • Le rose di Eliogabalo di Lawrence Alma-Tadema (1888), olio su tela.
  • 6-alimenti, pasta,Taccuino Sanitatis, Casanatense 4182
Paleolitico circa un milione di anni fa (principali avvenimenti – scoperta del fuoco, sviluppo di strumenti di pietra e organizzazione sociale in piccoli gruppi.)

Il nutrirsi era strettamente collegato a ciò che il territorio offriva. Gli studiosi dell’argomento1 affermano che in questo periodo l’alimentazione dell’homo habilis2 era onnivora e che probabilmente la loro dieta era composta da: semi, tuberi e radici di piante varie, termiti, cavallette, formiche, piccoli topi di campagna, uova di uccelli e di rettili e carogne degli animali.3

Alcuni scienziati sostengono che il cibarsi di carne abbia permesso all’homo habilis (rispetto al suo predecessore che mangiava esclusivamente vegetali) di sviluppare maggiormente il proprio cervello. Questo fu possibile non solo grazie alle proteine contenute, ma anche per la necessità creata di inventare e costruire strumenti che permettessero di tagliare la carne. Di conseguenza si sviluppò il ragionamento astratto, dato dalla concettualizzazione del bisogno e dalla concretizzazione di una soluzione immaginata.4 Ciò fa riflettere: la carne è ancora indispensabile allo sviluppo umano?

Neolitico circa 800 anni fa (principali avvenimenti – Dominio del fuoco, Sviluppo dell’abilità di caccia, caccia in gruppo, invenzione dell’agricoltura e l’uomo che diventa sedentario).

Sicuramente l’invenzione dell’agricoltura5 rappresentò un grande passo avanti, sia per consolidare l’organizzazione sociale sia per cambiare definitivamente la dieta dell’uomo. Questo portò anche l’uomo a stabilirsi in posti fissi e pian piano le tecniche di coltivazione e lavorazione del cibo iniziarono un processo di sviluppo continuativo. Dominare il fuoco ovvero la possibilità di poterlo accendere quando lo si desiderava, permise la preparazione di alimenti più saporiti e durevoli nel tempo. Si ipotizza che in questo periodo l’uomo si cibasse principalmente di cereali coltivati (orzo e ceci) e di animali allevati, mentre cacciasse in un modo sempre più simile ad uno "sport", in quanto, grazie all’invenzione dell’agricoltura, aveva a disposizione risorse alimentari, prima inesistenti o non sfruttate.

Mesopotamia III millennio a.C (principali avvenimenti – Invenzione della ruota e impiego nei trasporti

Nelle regioni della Mesopotamia, si sviluppò la civiltà dei Sumeri6 ai quali, oltre al dominio dell’acqua, si attribuiscono l’invenzione della ruota e il suo utilizzo nei trasporti7, l&ideazione dei primi attrezzi agricoli (come l’aratro a trazione animale e varie tipi di falci) e il perfezionamento dell’arte della mietiturae della trebbiatura.

Facevano parte dei prodotti coltivati: cipolle, cetrioli, aglio, lenticchie, piselli, ceci, fave, farro, orzo, frumento, albicocche, datteri, fichi, mele, noci, pere, mandorle. Dai cereali si producevano il pane e la birra che svolgevano (come nella maggior parte delle civiltà antiche) un ruolo importante nell’alimentazione. I Sumeri allevavano gli asini, i maiali, le capre ed i bovini. Da quest’ultimi ricavavano il latte e la “mano d’opera” per il lavoro della terra. L’attrezzatura da cucina comprendeva pentole di terracotta, macine per schiacciare i cereali e forni, il tutto registrato su graffiti e/o scrittura. È stato scoperto che i Sumeri festeggiavano i matrimoni, le costruzioni di templi, le vittorie militari ed altri eventi rilevanti per la loro vita sociale con grandi banchetti.

Egizi tra 4000 a.C – 3500 a.C (principali avvenimenti: conservazione degli alimenti, grandi costruzioni)

Dalla terra fertile che il Nilo offriva, si ricavavano principalmente cereali11, fichi, cocomeri, meloni, datteri, uva; inoltre ortaggi come cipolle, porri, aglio, sedano, cetrioli e soprattutto ceci, fave e lenticchie che furono "elemento quotidiano dell’alimentazione degli antichi egizi"12. Il Nilo offriva i pesci come il muggine dalle cui uova ricavavano un tipo di bottarga. In aggiunta, gli egizi potevano contare sulla carne derivante dall’allevamento di capi bovini, caprini, suini e ovini.13 La loro dieta, così come per i Sumeri, era basata principalmente su pane e birra.14 L’importanza del cibo per questa civiltà si evidenzia dal fatto che nelle tombe dei faraoni sono stati trovati contenitori alimentari che, come confermato dagli studi archeologici, servivano per conservare il cibo più a lungo, in quanto si credeva potesse servire dopo la morte.

Antica Grecia 1000 a.C

Per i greci, il nutrirsi acquisì un significato ancora più ampio, legato non solo all’alimentazione del corpo, ma anche dello spirito. L’archeologa M. Teresa Iannelli afferma che per gli antichi greci i pasti erano anche un momento di incontro perché avevano un forte ruolo sociale, sottolineato dalle attività connesse come i banchetti (dove si mangiava), i simposi (dove si beveva), i rituali dell’ospitalità e le feste sia civili che religiose. Il cibarsi era considerato un rituale da svolgere in modo particolare: "(...)semisdraiati su letti conviviali (klinai), appoggiati al braccio sinistro, sostenuto da alcuni cuscini, accompagnati sempre al suono di musica e in una atmosfera di conversazione".15 Il pane di frumento, l’orzo, il vino e la birra erano gli alimenti che non mancavano nella loro dieta. Il loro menu era anche composto da alimenti derivati dai cereali, vegetali (cipolle, rape, cardi, asparagi, lattuga, pinoli), pesci, molluschi, frutti di mare e crostacei, frutta fresca (mele, pere, uva, melograni e fichi) e anche secca (mandorle, nocciole e noci), oltre a molto formaggio. La carne invece non aveva un ruolo centrale: se ne consumava un massimo di 2 kg all’anno e solo nei giorni di festa. Si crede anche che alcuni insetti (come le cicale), implementassero la loro dieta.16



Impero Romano tra il III secolo a.C. e il V secolo d.C. 

Anche per gli antichi romani gli alimenti derivati dai cereali avevano un ruolo centrale; in più, una sorta di pappa di farro bollito con verdure era l’alimento abituale tra la gente del popolo. Il pane e la birra, come per le altre civiltà, erano gli alimenti principali prodotti in grande varietà per tutti i gusti e classi sociali. Si coltivavano in abbondanza fichi e ulivi. Nel primo secolo d.C il cibo dei soldati romani era a base di lardo, formaggio e posca (acqua mista ad aceto), con gallette di grano. Altri più privilegiati mangiavano prodotti sotto sale, salumi e carne.17 I loro pasti erano generalmente tre al giorno: i primi due più piccoli e l’ultimo più abbondante. L’espansione continua dell’impero romano ha portato, oltre ad un maggiore territorio a disposizione, ad un incorporamento di altre abitudini sia nella cultura che negli articoli alimentari.18

Medioevo tra V secolo e XV secolo

Le abitudini alimentari nel medioevo si arricchirono con i grandi scambi culturali dovuti alla conquista romana. In Europa Meridionale si incominciarono a coltivare gli aranci ed i limoni, portati dagli arabi. Diventò un’abitudine anche coltivare ortaggi come asparagi, carciofi, melanzane e spinaci. I più poveri invece avevano una dieta scarsa, praticamente a base di pappe di cereali.19 La base dell’alimentazione era sempre il pane, con la birra, il vino ed il sidro. Lo sviluppo delle tecniche di conservazione del cibo assunse sempre maggiore importanza. Ad esempio, la conservazione degli alimenti con il sale contribuì all’espansione marittima ed alla successiva colonizzazione delle Americhe.

Dal 1500 al 1700 rinascimento, scoperta dell’America, grande sviluppo scientifico

Con la scoperta del continente americano, molti prodotti come patate, mais, peperoni, peperoncini, fagioli, tacchini e cacao iniziarono ad avere una singolare importanza nella dieta europea. Nel ’700 le autorità incentivarono l’utilizzo del mais per combattere la fame e la denutrizione, causate dalle continue guerre.20 Oltre al mais, anche la patata divenne l’’alimento principale dei cittadini più poveri, in particolar modo nei territori corrispondenti alle attuali nazioni di Gran Bretagna, Olanda, Germania e Francia.21. In questo periodo la parte povera della popolazione soffriva la scarsa quantità e varietà di cibo, mentre i nobili avevano un menu tipico, piuttosto ricco in quantità e qualità: "come primo un piatto di carne bollita, seguono salsicce, torte di piccione e pernice, pollo in gelatina o quaglie. Il secondo: arrosto, uccelli, orecchie di porco, testicoli di vari animali, uova, cardi, carciofi, gelatine e carni bianche. Dolce: frutta e composte.".22 La carne accessibile ai contadini era solo quella dei maiali, che erano nutriti con gli avanzi dei signori.

Tempi Moderni secoli XVIII e XIX, (principali avvenimenti: I e II rivoluzione industriale, rivoluzione francese, grande scoperte scientifiche.)

Con il crescente sviluppo scientifico e l’avvenimento della rivoluzione industriale (iniziato nel secolo XVIII), il modo in cui l’uomo si relazionò con il cibo soffrì irrimediabilmente un grande cambiamento. Nacquero le prime industrie alimentari, (come quella dello zucchero in Francia all’inizio dell’Ottocento).23 L’impiego delle macchine nell’agricoltura e l’invenzione del mulino a cilindro (usato per macinare il grano e ricavare farina) velocizzò la produzione, che, di conseguenza, fece aumentare la disponibilità di cibo.24

Nei paesi più sviluppati l’accesso a una maggior diversità di cibo cominciò ad essere possibile per tutti i ceti della società. Tuttavia, esisteva ancora una grande differenza tra i pasti dei più ricchi e quelli dei più poveri. I nobili, ad esempio, mangiavano tra le dodici e le quindici portate di pasti alla volta. Un loro menu tipo era composto di minestra alla crema di riso, un primo di costolette di agnello fritto e filetti di pollo al tartufo, animelle di vitello e cicoria, filetti di anatroccolo e piselli. Come piatti intermedi, insalata di astici, uova di piviere. Come secondo, pollo al crescione con piselli. Dolci: gelatina di frutta, meringhe.25

In parallelo le scoperte scientifiche, le preoccupazioni sanitarie e di igiene legate alla conservazione ed al consumo del cibo, permisero la prevenzione di epidemie ed una miglior alimentazione dell’intera popolazione. La sterilizzazione e la pastorizzazione, ad esempio, furono essenziali per migliorare la qualità del cibo e farlo diventare più durevole nel tempo. Con una maggior disponibilità di cibo il relazionarsi cambia e l’alimentazione passa a essere definitivamente (dal punto di vista culturale) un momento dedicato alla socializzazione ed al festeggiamento, manifestando per le diverse culture una forma di ringraziamento.

Nel secolo XIX si consolida definitivamente la vita urbana e si assiste all’invenzione del cibo conservato in latta o in bottiglie di vetro e di sistemi per la refrigerazione che, prima di essere disponibili nelle cucine di ogni casa, furono installate sulle navi per permettere il trasporto di derrate alimentari per lunghi tragitti.26 La catena del freddo guadagnò così sempre più spazio e il cibo surgelato diventò la normalità in tutto il mondo. D’altro canto la cosiddetta "catena del freddo" si è talmente intensificata che attualmente rappresenta uno dei più gravi problemi ambientali.

Attualità secolo XX E XXI

A partire dal secolo XX, quando si parla di storia dell’alimentazione si associa il concetto di stile di vita. Con l’aumento della velocità nei trasposti ed i cambiamenti sociali, economici e culturali avvenuti, i ritmi di vita diventavano sempre più accelerati. Il processo di globalizzazione27, che ha dato contributi importanti per l’internazionalizzazione dei prodotti alimentari, ha reso possibile gustare il cibo di altre culture senza dover necessariamente viaggiare. Il progresso tecnologico avanza ed il territorio è scarsamente valorizzato, costruendo uno scenario opposto a quello delineato nella storia dell’uomo.

Con l’avvento della rivoluzione industriale, la produzione del cibo cominciò ad avere proporzioni globali e le tecniche di conservazione degli alimenti furono determinanti per far arrivare il cibo a tutti i ceti della società.28

L’invenzione del frigorifero domestico e la sua conseguente popolarizzazione (in Italia negli anni ’50 e ’60) mette in mostra un grande cambiamento nelle abitudini della società, trasformazione che si fa sentire sia in termini di scelta/consumo che di produzione.
L’industrializzazione del cibo passò attraverso un processo di "oggetificazione", nel quale fu considerato come un prodotto piuttosto che una risorsa, con un conseguente declino dal punto di vista della qualità, cambiando così il rapporto tra uomo e cibo.29 I supermercati, infatti, rimpiazzano le drogherie e diventano luoghi per vendere generi alimentari di vario tipo con un’esposizione dei medesimi in un lungo periodo di tempo (grazie all’azione dei conservanti chimici non naturali).

L’evoluzione delle industrie alimentari e la necessità di sfamare un numero sempre crescente di persone ha così provocato non solo problemi ambientali, ma anche per la salute dell’individuo: basti pensare al largo impiego di composti agro-tossici e fertilizzanti chimici, utilizzati per mantenere la produzione il più elevata possibile. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la società richiedeva ritmi sempre più elevati (e con lo slogan statunitense "Time is Money") si vede la crescente ascesa di catene fast food.30 McDonald’s, la catena più conosciuta tra queste, (nato nel 1948) introduce velocità nella preparazione del sandwich, con l’obbiettivo di vendere hamburger preparati nel modo più veloce possibile, provocando un’accelerazione anche nelle tempistiche della consumazione. Anche quest’altro approccio al cibo porta a mutare ulteriormente lo stile di vita dell’individuo, con ulteriori ripercussioni sulla propria salute e su quella del pianeta. Parallelamente, in Italia, nel finale degli anni 80’, nasce un movimento di controtendenza e a favore della valorizzazione del territorio e della qualità dei prodotti: Slow Food.31

    Seleziona la pagina 1 - 2 - 3
  • Il rapporto con il cibo nell'attualità


    L’attuale società enfatizza una profonda contraddizione. Se da un lato è vero che l’offerta di cibo a disposizione tende ad aumentare, dall’altro i disturbi del comportamento alimentare assumono proporzioni epidemiche.29 Infatti in italia, l’ISTAT registra che 10 persone su 100 soffrono di obesità e 3 su 100 sono sottopeso.30

    Questi dati portano a pensare che il benessere non è un qualcosa di misurabile attraverso gli indicatori economici, come ad esempio il PIL.31
    Lo scenario attuale suggerisce che il reale benessere dipende dagli stili di vita e dalla qualità di vita, i quali permettono di vivere in modo sicuro, con una buona salute fisica e mentale, in un clima di armonia e rispetto nei confronti della natura e delle altre persone.32

    Come sostengono Ezio Manzini e François Jégou33, è necessario essere consapevoli di ciò che rappresentano le nostre azioni quotidiane e, in questo caso specifico, considerare la provenienza del cibo, il metodo di produzione e tutto ciò che si relaziona al prodotto. Solo allora economia, ambiente e società saranno in piena sintonia, portando gradualmente alla comprensione dei temi fondamentali della sostenibilità.

    Una importante iniziativa italiana, nata per contrastare le tendenze di mercificazione tipiche delle catene fastfood (più precisamente McDonald’s), è rappresentato dal movimento slowfood, nato alla fine degli anni 80.

    Tuttavia, la persuasione della pubblicità crea una falsa “coscienza” che non lascia spazio alle persone di pensare e di decidere in piena consapevolezza, tanto è vero che lo "slowfood" offre prodotti di elevata qualità, ma che pian piano diventano sempre più d’elite, molto più costosi e che danno origine a nuovi modelli di business.
icona_chiudi_riferimenti_bibliografici_individuo_mvin
L'attività del mangiare in relazione al territorio:

Il territorio, introduzione Cibo e relazioni

Per territorio si intende il contesto geografico che da spazio a una determinata società. Tuttavia, considerare soltanto questo aspetto è assai riduttivo, in quanto l’ambiente è una componente “viva” tanto quanto l’individuo e la società. Il concetto di vita associato è da intendere in senso lato: come un qualcosa di mutevole, capace di offrire risorse naturali e spazi per le attività umane.
Per questo motivo, quando si fa riferimento a questa “entità” astratta (ma così concreta al tempo stesso), occorre parlare delle sue potenzialità e di ciò che ha da offrire, che in questo caso specifico corrisponde al cibo.
Lo schema di relazione proposto (che mette in mostra solo alcuni dei molteplici rapporti con la realtà) si trasforma ancora una volta, spostando l’attenzione dal territorio alla sua risorsa.

# # #